domenica 19 aprile 2009

x-factor 2009, matteo becucci ha 10 buone ragioni...

matteo becucci e i mr. pitiful

la città di lucca ha dimenticato di averlo adottato. e si è forse scordata di possedere, almeno geograficamente, i mr. pitiful. cioè la soul band che per dodici anni ha avuto matteo becucci come vocalist.

a scordarsene sono soprattutto i media, generalmente attenti verso ogni qualsivoglia passaggio televisivo di personaggi più o meno noti. con loro ci sono le amministrazioni locali, che sfruttano ogni occasione per sottolineare passaggi d'immagine su piccolo schermo.

con matteo becucci e i mr. pitiful questo non è successo. ma sono quasi sicuro che dopo stasera, giorno della finalissima di x-factor 2009, ci sarà senz'altro gente pronta a ricredersi e dire che 'sì, ti ho seguito fin dall'inizio. per questo t'invito a tenere un concerto. ma porta anche la televisione, eh...'.

su lo schermo ho scritto dieci ragioni per cui matteo becucci, stasera, potrebbe vincere davvero. eccole qua...


D'accordo, la sua battaglia è già vinta. Fino al dicembre scorso il suo mestiere era di compilare buste paga. Ora farà il cantante, vada come vada. La finalissima di X-Factor 2009 decreterà un solo vincitore, cui andrà un contratto discografico da 300mila euro. Siamo però convinti che nonostante l'esito del televoto Matteo Becucci realizzerà il sogno di diventare finalmente un cantante di professione. Uscirà ugualmente sul mercato con uno o più album (tema su cui c'è grande riserbo) e farà concerti e sarà invitato come ospite alle trasmissioni più varie. Ora, al di là del successo già conquistato, c'è comunque una finale da affrontare. Noi abbiamo dieci buoni motivi per credere nella sua vittoria. Quali? Questi...

Primo: perché ha una bella voce. E questo è un dato innegabile, da non contraddire. Se ci sforzassimo nel tentativo di pensare a un paragone celebre, ecco, verrebbe fuori senz'altro il nome di Fabio Concato. L'avevamo detto in tempi ormai lontani. Poi gli Spostati di Radiodue hanno ripreso il confronto in trasmissione. Un confronto che, a loro dire, avrebbe fatto scivolare Matteo nell'anonimato dei 'già sentiti'. Il loro pronostico, però, è stato smentito.

Secondo: perché sa cantare. E lo fa bene. Sale e scende di tono, sussurra prima di tirar fuori una potenzialità vocale che in quel momento non ti aspetti. Ma senza urlare. Mai. E questo è anche il frutto di anni di lavoro con la band dei Mr. Pitiful, cui deve senz'altro molto. Già prima di X-Factor. Becucci, in tante puntate, non ha mai sbagliato un'intonazione.

Terzo: perché è il più scaricato da iTunes. Un fatto che dimostra quanto la sua popolarità sia diffusa. La gente scarica le sue canzoni, quelle di un 'quasi' sconosciuto, e le carica sul proprio iPod. Scarica le canzoni di Matteo Becucci piuttosto che i brani di celebri autori nazionali e internazionali. E questo significa che la sua presenza sul mercato sarebbe più che giustificata. Significa che al pubblico piace, eccome.

Quarto: perché non è mai andato al ballottaggio. Vale lo stesso discorso fatto per iTunes. Matteo, assieme ai The Bastard son of Dioniso, è l'unico a non aver mai rischiato seriamente l'eliminazione. E a questo punto, dando per scontata la validità del televoto, significa che ci sono migliaia e migliaia di persone che ogni settimana attingono quattrini dalle proprie tasche per offrire a questo ragazzo l'opportunità di entrare nel macromondo semi-blindato della discografia italiana. E' davvero improbabile che il tradimento si compia proprio l'ultima sera.

Quinto: perché ha un bell'aspetto. Nonostante le critiche al look, a volte giudicato 'troppo giovanilistico' e altre volte 'inadatto', Matteo Becucci ha una bella faccia. Volto pulito, carnato chiaro, riccioli biondi. E poi c'è quell'espressione un po' furbetta che lo rende simpatico. A volte sembra estraneo e distaccato. Come a dire: 'Dé, son qui, ma vada come vada...'. Una distanza emotiva che, nel contesto televisivo, al di là di ciò che sente davvero, lo dipinge come una persona piuttosto sicura e, quindi, rassicurante.

Sesto: perché è classico. Nel senso più commerciale del termine. Se le trasmissioni estive che propongono i revival anni Sessanta, Settanta e Ottanta hanno così tanto successo, e se al festival di Sanremo trionfano Arisa e Marco Carta, be', significa che i gusti della maggioranza sono questi. La canzone italiana d'autore vince sul rock nostrano. E quindi Afterhours, Marlene Kuntz, Baustelle, Linea 77 e altri ancora resteranno appannaggio di pochi. Musiche scelte per un pubblico d'élite. Tant'è che fra gli inediti proposti nella semifinale di X-Factor, il migliore, alle nostro orecchie, è sembrato senz'altro quello dei Bastard. Un motivo in più per far ottenere a Matteo maggiori consensi.

Settimo: perché ha 38 anni. Lo diceva l'amico di Matteo, Fabio Pierotti, seduto con noi a un tavolino del bar giusto poche settimane fa. "La televisione non ha mai lanciato talenti a quell'età. Sarebbe un pericoloso precedente". Ma così sarà. Anzi, così è. I suoi 38 anni, Matteo, se li porta davvero bene. E questo è un bene. Essere il più 'vecchio' fra i concorrenti in gara, però, gli offre altri vantaggi: maggiore maturità vocale, più ponderatezza nelle relazioni, più sicurezza nell'affrontare il palco e, perché no, maggiori apprezzamenti da parte di un pubblico che abbraccia ormai più generazioni. Tutta gente disposta a votarlo e a comprare poi i suoi cd.

Ottavo: perché ha una bella famiglia. Con il talento, questo, non c'entra nulla. Però la televisione è fatta di immagini in movimento che raccontano storie. Tra queste c'è quella di Matteo Becucci, unico concorrente ad avere una famiglia già 'fatta'. C'è una moglie che lo segue in ogni puntata e ci sono due bellissime bambine che guardano papà (anzi, babbo) in tivvù, a casa. Facchinetti regala loro il suo Uomo Ragno e le bambine vanno a far visita agli studi di via Mecenate, a Milano. Insomma, il quadretto della bella famiglia unita, in un'Italia condizionata dagli imperativi del Vaticano e da separazioni e divorzi in costante aumento, ecco, in quest'Italia della disgregazione sociale e sentimentale, storie come queste sono premiate dal pubblico.

Nono: perché è naturale. Canta come se passeggiasse. Si esibisce sul palco come se si provasse sulla terrazza Mascagni, a Livorno, una domenica pomeriggio. Insomma, tutto gli riesce facile. O almeno così sembra. Anche quando canta con potenza, il volto non si contrare mai. Non c'è sforzo né fatica. E in questo modo è capace di cantare qualunque brano. Qualunque.

Decimo: perché è onesto. Non maschera gli errori né ti manda a dire cosa pensa. S'incazza durante le prove se qualcosa non va. E quando qualcosa va storto (vedi la volta di Baglioni), tutto va storto. Forse non sarà la caratteristica propria di un professionista. Ma è quello che la gente apprezza.

Detto questo, ciò che ci auguriamo (e gli auguriamo) è di arrivare prima degli altri. Anche se, ammettiamolo, qualunque sia il verdetto espresso dal televoto di domenica sera, Matteo Becucci ha ugualmente vinto la sua battaglia. Farà i suoi dischi, canterà in giro per l'Italia, sarà ospite di trasmissioni più o meno importanti. E, quindi, diventerà un cantante 'vero'. Crediamo che per un po' potrà scordarsi le buste paga. Perché il suo mestiere sarà quello di cantare.

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO >>>

mercoledì 15 aprile 2009

da animals a charles burns

gipi
-copertina del primo numero di animals
-
dall'otto maggio zeronove in edicola


d'accordo, è ancora presto per dirlo. ma animals promette davvero bene.
per me, che sono un grande sostenitore di internet e della rete in genere, la carta, soprattutto se a colori, ha un fascino senza pari. perché 'sfogliare' è diverso dal 'navigare'.

nonostante questo credo nello sviluppo del web 2.0, fatta eccezione per l'orticaria che mi provoca facebook. e quando si ama qualcosa e non si è accecati, forse è anche possibile riconoscere limiti e difetti. le pagine patinate o, meglio, opache, se illustrate e ben stampate, non possono né potranno mai essere messe a confronto coi pixel di un jpg.

e in un momento particolarmente delicato per tutta l'editoria italiana, la coniglio sforna un nuovo prodotto che, nelle intenzioni, potrebbe -anzi, dovrebbe- sopperire a un vuoto durato quasi un ventennio.

l'avventura sta per iniziare. i più curiosi e fortunati scopriranno di che si tratta già a napoli comicon (dal 24 al 24 aprile duemilanove). per gli altri non resta che attendere l'otto maggio, raggiungere l'edicola o la fumetteria, e chiedere 'animals, silt vous plez...'.

intanto si comincia con la copertina della guest star, gipi. che qui ripropongo per gentile concessione della coniglio, cui mi sono rivolto forzando un po' i tempi (grazie alessio) per buttar giù una prima presentazione, pubblicata su in fumo di exibart. l'articolo lo potete leggere facendo click qui.

ah, quasi dimenticavo. la settimana scorsa, sempre su exibart, sempre su 'in fumo', c'è un'intervista a uno degli autori americani (underground? macché) che più apprezzo. chi? charles burns, l'irvine welsh della letteratura disegnata. l'intervista è stata raccolta a bologna da alessandra cavazzi.

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO >>>

martedì 14 aprile 2009

x-factor 2009, noemi e briciole d'intervista

seguo x-factor ormai da qualche mese. dal suo inizio, direi.
è il primo reality -meglio definirlo talent- di cui non perdo una puntata. no, non sono un fan né un fanatico né uno pronto a idolatrare chicchessia. solo che stavolta, fra i concorrenti, c'era un 'quasi' vicino di casa: matteo becucci. canta -anzi cantava- coi mr. pitiful, soul band lucchese. da lì l'idea di seguire la sua avventura su raidue. e ho scoperto con meraviglia che al di là delle pagliacciate cui la tivvù ci sottopone con consapevolezza e strana coscienza, be', quel programma -o talent- non è poi così male.

perché? primo, chi partecipa ha davvero talento. secondo, si affronta la musica con 'rispetto' in una prima serata rai, di solito dedita all'intrattenimento tout court. terzo, è possibile ascoltare brani dimenticato o volutamente snobbati altrove con arrangiamenti nuovi e di straordinario interesse. tutto il resto è cabaret. o quasi.

report, interviste, commenti e critiche sono state scritte e pubblicate sul quotidiano loschermo.it, che per stavolta è uscito dai confini territoriali. ebbene, l'ultima intervista raccolta ha per protagonista noemi, o veronica scopelliti. l'ultima eliminata prima della semifinale ha già un album omonimo pronto all'uscita (24 aprile). ripropongo qua la chiaccherata che abbiamo fatto pochi giorni fa...


Noemi è l'ultima concorrente eliminata da X-Factor. Ma sarà la prima ad uscire con un album tutto suo, il 24 aprile. Lei che ha attirato su di sé l'attenzione del pubblico fin dai tempi del bootcamp, è una delle migliori rivelazioni del programma. Quel suo modo di cantare così vibrante, la sua voce profonda, graffiante e perfino 'rugginosa', be', rende Noemi una singer inedita e accattivante. Morgan non è stato il solo a capirlo. Una voce nuova, la sua, che ha ancora molto da dimostrare. Ora si deve lasciar scoprire. E così la raggiungiamo durante una pausa del post-Factor, consapevoli che parlare con lei, stavolta, non sarà come quando avevamo di fronte altri concorrenti. Almeno non quelli usciti finora. «Ponto?». E' Noemi. Ed è in un bar. Esce per parlare con noi ma rischia d'esser colpita da una pallonata. Ci sono dei ragazzetti che giocano, lì fuori. E lei è finita inavvertitamente fra i pali. Cose che capitano. Schiva il pericolo, si mette in salvo, e cominciamo. «Eccomi qui, finalmente libera. Dimmi tutto...».

Noemi, prima di tutto l'album. Uscirà il 24 aprile. Il singolo «Briciole» già passa in radio da qualche giorno. Puoi dirci qualcosa di più?
«Certo. E' un piccolo album che conterrà cinque inediti e due cover. Porterà il mio nome, 'Noemi'. E' una straordinaria opportunità che mi ha offerto la Sony, cui è piaciuto il lavoro che ho fatto prima (e durante) la trasmissione».

Però non si tratta di un 'istant-album', vero?
«Nient'affatto. E' il compimento di un progetto molto bello nel quale sono coinvolti gli amici di sempre, quelli con cui ho collaborato in questi ultimi anni. Insomma, è andata così: avevo delle canzoni già pronte, le ho proposte alla Sony e sono piaciute. Così nasce l'album».

E il singolo «Briciole»?
«E' l'inedito che avrei dovuto presentare in semifinale, ad X-Factor. Se solo fossi andata avanti... Da circa una settimana è trasmesso da alcune emittenti radio».

Parlaci degli altri brani.
«La componente dominante è dettata da ritmi blues. Quelli che mi stanno più addosso e che sento più 'miei'. Ma c'è anche l'influenza del jazz. Generi, questi, che mi hanno permesso di realizzare un album che, di fatto, possiamo definire 'pop'. Il risultato è un crossover musicale che riesce a stemperare l'atmosfera».

Ora stupiscono i tempi. Appena uscita dal programma, c'è già un album pronto al lancio. Chi ti ha accompagnata in questo percorso?
«Innanzitutto la Sony, che mi è stata molto vicina. Ma la mia storia, il mio percorso artistico, da ventisettenne quale sono, è comunque piuttosto lungo. E in questo primo prodotto c'è il segno forte degli amici musicisti, quelli con cui ho collaborato prima di X-Factor. I pezzi, quindi, già esistevano. E sono molto felice che siano stati selezionati brani composti da loro».

In questo senso la tua partecipazione a X-Factor, e di conseguenza il successo che hai ottenuto, ha facilitato il compimento di un sogno.
«Devo dire che sono molto contenta di aver portato questo gruppo di lavoro alla conclusione di un percorso che, di fatto, trova il suo picco nella pubblicazione di questo album».

'Noemi', appunto. Il primo album inedito dei concorrenti di X-Factor 2009. Un'uscita a trasmissione ancora in corso...
«Vedi, c'è una cosa che mi stupisce: le persone che guardano il programma sembra pensino che prima di arrivare su quel palco tu facessi un'altra cosa. Un concetto, questo, che avevo condiviso anche con Enrico Ruggeri. In realtà già cantavo, e le collaborazioni musicali che esistevano prima sono quelle che hanno permesso la realizzazione dell'album, oggi. Ripeto: la Sony ha apprezzato i brani che gli abbiamo fatto ascoltare (e di questo devo ringraziare anche la Magnolia). Poi è bene sapere che non è avvenuto tutto così in fretta. Anche perché quando sono uscita dal talent, la casa discografica avevo già ascoltato il pezzo inedito. Li avevamo preparati con un paio di settimane d'anticipo. Quindi...».

Essendo la prima ad uscire con un album inedito non ti fa pensare che forse la Giusy Ferreri di X-Factor 2009 potresti essere tu?
«Magari! Mi piacerebbe un sacco. Devo dire, comunque, che sono rimasta sorpresa. Quando sono stata eliminata, non essendo riuscita a cantare neppure l'inedito, pensavo che avrebbero sfruttato solo le cover. Magari avrebbero potuto raccogliere quelle più popolari in un album».

E invece?
«E invece no. Presentando il mio materiale, be', loro hanno accettato di pubblicare gli inediti. Un atto di grande fiducia nei miei confronti».

L'atto di fiducia è verso i brani. Difficile dubitare di una voce graffiante e poco comune come la tua. Da dove ti esce fuori tutta questa 'ruggine' vocale?
«Pensa che canto fin da quando ero piccola. Mio padre suonava la chitarra, e aveva i suoi gruppetti. Mia madre, be', anche lei era molto 'canterina'. E perfino un po' hippy. Attorno ai tredici anni avevo già una voce piuttosto 'black'. A quattordini cantavo brani di Giorgia e il r&b americano...».

Poi cos'è successo?
«Inizialmente avevo una voce normale, da ragazza. Ma a diciotto anni si è abbassata totalmente. E da soprano sono diventata un contralto. Insomma, è la voce più scura per una donna».

Qual è stata la tua prima reazione?
«L'ho vissuta malissimo. Non arrivavo più alle note alte e questo mi faceva soffrire. Per due anni non ho cantato. Poi, però, ho scoperto un mondo tutto nuovo fatto da Lauren Hill e Nina Simone, cioè da 'vocioni' molto scuri e forti capaci di fare grandi cose. Quindi ho recuperato il tempo perso».
Una voce profonda e intensa, la tua, che si colloca bene in questo piccolo universo 'nero'.
«Così m'imbarazzate. Le descrizioni che fate di me sono molto belle».

La particolarità della tua voce, in trasmissione, è stata ben utilizzata nell'interpretazione di brani altrettanto particolari. Canzoni che è difficile ascoltare ancora in una prima serata Rai. Merito di Morgan?
«A lui devo davvero tanto. Se il mio percorso ha portato a un'evoluzione, il merito è soprattutto di Morgan e delle sue scelte, che nella maggior parte dei casi si sono rivelate azzeccatissimi anche quando apparivano come degli 'azzardi'. Inoltre, in questi mesi, sono molto cresciuta come interprete».

E come autore?
«Raramente scrivo canzoni. Suono abbastanza bene il pianoforte, e anche la chitarra. Ma scrivere, no. O almeno non molto. Però ho imparato ad apprezzare la musica italiana. Ho sperimentato il piacere di cantarla. Sia chiaro, la musica italiana l'ho sempre ascoltata. Anche perché i miei genitori sentivano molto Guccini, De Gregori, Battisti...».

Nonostante questo?
«Be', cantavo solo in inglese. Ma ora è scoppiata la passione per le canzoni italiane. E scoccata la scintilla. E buona parte del merito è di certi testi. Bellissimi. Comunque, come dicevo poco fa, alla fine non scrivo canzoni. Lascio questo compito a chi sa comporre meglio di me».

Sembri la stessa ragazza di sempre, piuttosto solare e diretta nella tua semplicità. La televisione, però, è una macchina che offre popolarità. Ed è capace perfino di degenerare chi l'attraversa. Ti senti cambiata?
«Sono la stessa di sempre. Qualcosa, forse, è cambiato. Credo di aver superato certe insicurezze passando oltre quel velo che calava tra me e le persone attorno. Una distanza che si creava nonostante fossi molto aperta e spesso sorridente. Questa esperienza mi ha quindi aiutata a vivere meglio la vita di tutti i giorni. E anche la reclusione mentale della vita in X-Factor mi fatto apprezzare di più le cose belle. Ora è come se questo velo con l'esterno fosse stato rimosso».
Anche il tuo look, in pochi mesi, è stato rivoluzionato. Sei passata dagli abiti hippy a quelli da 'donna'. Cosa è rimasto, ora?
«Quello è stato un gioco bellissimo. Il palcoscenico permette infatti di rivistare e creare noi stessi, nuovi ogni volta. Una cosa che nella quotidianità non è certo possibile. Sì, alcuni di questi cambiamenti hanno avuto anche un riflesso nel mio vivere di tutti i giorni. Forse mi sono portata dietro quel tocco di femminilità in più. Ma resto sempre e comunque me stessa. Del resto sono sempre molto affezionata ai jeans, alle All Stars e alle magliette anni 70...».

Com'era la vita dentro al loft?
«Abbiamo sempre vissuto benissimo. Non credo che la produzione abbia fatto dei profili psicologici di ognuno di noi, prima di metterci insieme. Ma sembrava d'essere stati 'abbinati' a perfezione. Alla fine erano tutti molto carini, educati, garbati. E c'è sempre stato rispetto reciproco. Insomma, è stata una bellissima esperienza di convinvenza, senza isterie o rotture di scatole».

E' vero che la notte ti svegli, parli, cammini?
«Eh eh eh, tutto vero. Ero l'incubo di Matteo, poveraccio... Lo svegliavo ogni notte. Purtroppo sono sonnambula. Tutte le persone a me più vicine hanno testato questo mio comportamento. Di notte mi sveglio, cammino, parlo e strillo anche. Insomma, ci vuole davvero un 'cuore forte' per potermi sopportare. Ma è una cosa che non posso controllare».

A proposito dei colleghi concorrenti: hai mai avuto la percezione che qualcuno sia stato favorito? Penso ad esempio al privilegio dei concerti, che ha toccato solo tre dei semifinalisti.
«Credo che in qualche modo siamo stati tutti 'pubblicizzati' e 'pompati' dalla produzione. Chi prima, chi dopo. Non ho mai avuto la percezione che qualcuno abbia subito dei torti. Né ho visto preferenze. Logicamente, giunti a pochi passi dalla finale, organizzare concerti per i concorrenti rimasti è anche un modo per avvicinare il pubblico. E' normale che, per chi arriva in fondo, ci siano più opportunità. E' un percorso che va a salire, e lo trovo legittimo. Poi, quella, è tutta gente fantastica. Lo dico senza buonismo. La produzione, la redazione, la sartoria, Luca Tommassini e l'assistente Daniela... Insomma, con loro ho trascorso tre mesi fantastici».

Appena uscita da X-Factor hai tenuto un concerto. Ci sarà anche un tour il lancio dell'abum?
«Non credo. L'emozione per quel primo concerto è stata fortissima. Eravamo sulla spiaggia e, nonostante il freddo, è stato bellissimo. Soprattutto perché sul palco non ero sola. C'era la mia band. Spero che questo sia il primo di tanti altri concerti. Di tour legati alla promozione dell'album, però, ancora non si parla. Forse è troppo presto. Questo è un destino che tocca agli artisi affermati. E io sono solo all'inizio».

Qualcuno ha però ipotizzato l'organizzazione di un tour estivo di X-Factor con un gruppo selezionato di concorrenti.
«Non ne so niente. Ma sarebbe fantastico. Una meravigliosa 'rimpatriata'. Anche perché, per molti aspetti, la vita dentro il programma ha assunto la dimensione scolastica. Sembrava di essere in gita da tre mesi...».

Chissà cosa ne pensano i tuoi ex compagni. Del resto la parola non ti manca. E non risparmi neppure una risata.
«E vabbè, dai, sono fatta così. Però devo essere presa a piccole dosi...».

Con questo ti salutiamo. Con la promessa di risentirci dopo l'uscita dell'album.
«Sono sempre qua. L'album? Spero vi piaccia. Sono consapevole del fatto che gli emergenti incontrano sempre un po' di difficoltà nel proporsi al pubblico. Difficile farsi capire. Qualcuno ha anche la paura di scivolare sulle cose 'già sentite'. Credo però che per quel che mi riguarda, be', penso di aver fatto un buon lavoro, conseguenza di anni e anni di musica. Ho avuto quest'opportunità grazie ad X-Factor. Ma ora che c'è un cd che sta per uscire, sappiate che non è una cosa cotta e mangiata. Tengo a ribadire che ogni pezzo ha una storia. Ogni pezzo fa parte della 'mia' storia musicale. Insomma, è un lavoro che ha un'anima».

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO >>>

venerdì 3 aprile 2009

altan, intervista nel mar delle blatte

a bologna, più esattamente al museo della musica, fino al prossimo 19 aprile resterà aperta la mostra di altan, il mar delle blatte. di questo ci parla rosa carnevale nella recensione di questa settimana pubblicata nella sezione in fumo del quotidiano exibart.

approfitto di questo evento per riproporre un'intervista ad altan che risale a un po' di anni fa -non troppi per la verità- e che ho raccolto nelle sale del museo del fumetto di lucca quando ci si avvicinava all'inaugurazione della nuova sede di piazza san romano. lui, persona cordiale e modesta, dopo la chiccherata seguì sua moglia fuori, là in piazza. lei, donna indispensabile, suggeriva indicazioni sul dove e come collocare sulla facciata del museo la sagoma della pimpa.

ecco l'intervista pubblicata sempre su exibart, ma onpaper...

Altan, hai utilizzato -e sperimentato- i principali strumenti di comunicazione. Alla fine, su tutti, hai preferito il fumetto.
E' un conseguenza naturale. La mia prima attività è stata infatti il disegno. Disegnavo fin da bambino. Da allora non ho mai smesso. Solo successivamente sono arrivate le "parole", il teatro, i cartoni animati...

Per comunicare con efficacia non è sufficiente saper disegnare. Ci vuole passione o anche talento?
Prima di tutto è necessaria la passione. Il talento è difficile da valutare. C'è quando ti è riconosce. A disegnare, invece, si può anche imparare.

Avere una buona mano aiuta...
Sicuramente. E' importante riuscire a controllare il segno. Ma se c'è la passione e il desiderio di portare avanti ricerche sempre nuove, beh, alla fine si raggiungono gli scopi. Guarda ad esempio la Pimpa. I disegni di trent'anni fa sono molto diversi da quelli di oggi. Il segno cambia perché è legato a gesti e movimenti che diventano sempre più sicuri e decisi.

Il tuo debutto come disegnatore risale agli inizi degli anni settanta, con Trino. La striscia fu pubblicata per la prima volta su Linus?
In Italia sì. Ma Trino era già stato pubblicato in Brasile, dove ho vissuto per alcuni. Pensa che l'allora direttore di Linus, Oreste del Buono, pensava fossi brasiliano a causa di un accento acquisito con la mia permanenza in sudamerica.

Negli stessi anni nasce Pimpa. Come ti è venuta in mente l'idea del cagnolino a pois rossi?
Stava per nascere mia figlia. Ero preoccupato. Pensavo a come avrei potuto giocare con lei. Alla fine ho pensato di utilizzare i "miei giocattoli": penna e carta. Ho iniziato con I libri di Kika e poi con la Pimpa, pubblicata sul Corriere dei Piccoli.

Anche il Museo Nazionale del Fumetto di Lucca ha dedicato una sala a Pimpa. Recentemente sono usciti nuovi episodi in tv. Perché ancora oggi questo personaggio piace così tanto sia ai bambini sia agli adulti?
Avendo creato la Pimpa insieme a mia figlia ho imparato le caratteristiche del linguaggio dei piccoli. E l'ho fatto mio, perché continuo a utilizzarlo anche ora che mia figlia è cresciuta. Tutto ruota attorno al gioco di colori e alla semplicità delle linee e dei personaggi. Questo linguaggio tiene conto anche dei genitori, che leggendo le storie ai bambini non si annoiano e trovano sempre qualcosa di interessante.

Il magico mondo di Pimpa si contrappone al realismo del Cipputi. In questi trent'anni hai mai sofferto per il contrasto di questi due registri narrativi così diversi tra loro?
All'inizio è stata una necessità d'espressione. Poi ho imparato a gestire le due cose. Nutro interesse per entrambi i mondi, senza che questo mi provochi contrasti. Anzi, avviene tutto con naturalezza. Un giorno racconto la realtà degli adulti e il giorno dopo il mondo di Pimpa. Non c'è niente di strano in tutto questo.

La tua produzione satirica si distingue per la sintesi grafica e di linguaggio. Una scelta stilistica che richiede impegno.
In questo tipo di lavoro inizio pensando alla battuta. Prima c'è l'idea. Ogni volta, prima di disegnare, è già chiaro nella mia mente il personaggio che dirà quella battuta. Nelle vignette niente è lasciato al caso.

Disegni i bambini con gli occhi spalancati e gli adulti con le palpebre chiuse per metà. Perché?
Beh, di fronte agli eventi i bambini dimostrano sempre grande sorpresa. Mentre negli adulti c'è assuefazione a tutto. A volte sono tristi, altre volte cattivi. Ma fai attenzione ad Armando, il padrone e amico della Pimpa. A meno che non stia per addormentarsi ha sempre gli occhi bene aperti.

Qual è il ruolo della satira?
Se ben fatta semina dubbi, minaccia le certezze e libera i sentimenti nascosti facendo esplodere idee e riflessioni nuove.

Esistono autori satirici di destra e di sinistra?
Sì. Il satirico non è colui che colpisce a 360 gradi. Se uno è contro qualcosa significa che è anche a favore di qualcos'altro...

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO >>>

venerdì 27 marzo 2009

sergio toppi lascia il segno nella (della) storia

'il tesoro di cibola' - sergio toppi

'il segno della storia' è l'ultima mostra del maestro sergio toppi.
l'esposizione, allestita in occasione del terzo bilbolbul, resterà aperta fino al prossimo dodici aprile (a bologna). di questo ha scritto rosa carnevale per la rubrica 'in fumo' di exibart.
clicca e leggi...

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO >>>

sabato 21 marzo 2009

barry purves e andrea zingoni, video interviste da lucca animation 2009

si avvia alla conclusione lucca animation 2009, il festival internazionale del film d'animazione che, fra le altre cose, permette anche incontri come questi.

an interview with andrea zingoni



an interview with barry purves



un po' di articoli sul festival sono disponibili nella sezione nero china de loschermo.it

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO >>>

mercoledì 18 marzo 2009

lucca animation 2009



stamani s'inaugura lucca animation 2009, il festival internazionale del film di animazione che lo scorso anno, nella sua prima edizione, ha dimostrato grandi potenzialità. l'obiettivo -che se tutto andrà come deve sarà confermato solo fra qualche tempo- è di scardinare un preconcetto culturale che pone l'animazione all'ombra dell'arte comunemente considerata più 'alta'. è quello che anch'io mi auguro.

con questo post, oltre a rivitalizzare un blog al confine tra la vita e la morte, desidero condividere un paio di video: l'intervista al direttore del festival, giovanni russo, raccolta dopo la prima conferenza stampa; e il trailer di lucca animation 2009. buone visioni.

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO >>>

giovedì 22 gennaio 2009

da andrea pazienza a 'bang art!'

cover del n° 1 di 'bang art!'

manco da questo blog da quasi un mese.
oddio, per questo non ho certo il tormento. però un po' mi dispiace, lo ammetto.

vabbè, ricominciamo piano piano. senza eccessi.
con cosa? be', con le segnalazioni delle uscite su exibart. ovviamente per quel che riguarda la rubrica infumo, che coordino. quindi si parla di fumetti..

in particolare del diritto d'autore (riportando stralci di conversazione con ivo milazzo), di anniversari, mostre (imperdibile quella di andrea pazienza a napoli) e di nuove riviste (vedremo cosa proporrà 'bang art!', edita dagli amici di coniglio editore...).

ecco qua i pezzi in questione.


storia inedita su 'bang art!'
© jeffrey brown

in fumo_interviste

Bang Art!
[di gianluca testa]
Coniglio Editore pubblica riviste, albi e libri di (e sui) fumetti. Ma si è spinto fino a toccare il pop-surrealism, l'art toys e il design. La nuova arte che ha l'obiettivo d’incuriosire è ora sulla rivista “Bang Art”, che si trova anche in fumetteria. Ne abbiamo parlato con Sebastiano Barcaroli, uno dei fondatori...
[leggi l'articolo completo]

in fumo_mostre Andrea Pazienza
Napoli, Castel Sant'Elmo

[di antonietta fulvio]
Graffiante e passionale la matematica del segno secondo Andrea Pazienza. Oltre le tracce di una napoletanità catturata e dipinta. Un Paz originale e irripetibile, interprete del proprio tempo. Fra poesia, sogni e inquietudini..
[leggi l'articolo completo]

in fumo_progetti Fumetti, candeline e prospettive
[di gianluca testa]
Quante candeline spente (e da spegnere) in questi ultimi giorni dell'anno. Ci sono i 75 anni di Topolino, i 60 di Tex, i 100 anni del fumetto italiano. E Gian Luigi Bonelli nasceva proprio il 22 dicembre di un secolo fa. Tanti anniversari, ma una scarsa progettualità...
[leggi l'articolo completo]

in fumo_normativa I diritti del fumetto
[di gianluca testa]
La legislazione non riconosce gli autori di fumetti. E loro si fanno sentire, lanciando una raccolta firme. Vogliono ottenere la modifica dell'unico testo di legge di riferimento, che risale addirittura al 1941. Ma quanti ostacoli..
[leggi l'articolo completo]

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO >>>

martedì 30 dicembre 2008

video intervista a bobo rondelli



il pretesto dell'incontro è un concerto in via san paolino, a lucca.
un concerto destinato ad andare più o meno deserto. colpevolmente desrerto.

forse perché non tutti conoscono bobo rondelli.
forse perché organizzare a lucca 'effetto san paolino' e pretendere che ci sia la risposta di 'effetto venezia' (quella di livorno) è un azzardo che neppure la persona più incosciente sarebbe disposta a giocare.

eppure bobo è arrivato. più consapevole di me che quella sera sarebbero stati in pochi ad ascoltarlo.
dopo tanti concerti cui ho assistito in passato, per la prima volta gli ho parlato ufficialmente. e, se vogliamo, anche professionalmente.
parlato quel tanto che basta per capire.

cosa? questo è il video. cercate di scoprirlo da soli...

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO >>>

giovedì 25 dicembre 2008

buon natale, merry christmas, joyeux noël, feliz navidad, fröhliche weihnachten, sarbatori vesele, idah saidan wa sanah jadidah

eric héliot
auguri a tutti.
e, con l'occasione, ecco una selezione delle cartoline digitali ricevute in questi giorni.
opere che meritano, per ragioni diverse, di essere condivise.
spero possiate essere più felici...


riccardo pieruccini

riccardo pieruccini

riccardo pieruccini

planetazero

maurizio ercole

gnago

frederic lavabre


davide calì

bruno olivieri

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO >>>

mercoledì 24 dicembre 2008

fumetti, annivrsari e progetti (mancati)


steamboat willie - 1928

in questa vigilia di natale, su exibart, si torna a parlare di fumetti: dei compleanni scaduti o ancora da compiere, delle ricorrenze e della progettualità mancata...

ecco qua l'abstract dell'articolo. e, sempre a tema, il video di steamboat willie a inizio post.

in fumo_progetti
Fumetti, candeline e prospettive
"Quante candeline spente (e da spegnere) in questi ultimi giorni dell'anno. Ci sono i 75 anni di Topolino, i 60 di Tex, i 100 anni del fumetto italiano. E Gian Luigi Bonelli nasceva proprio il 22 dicembre di un secolo fa. Tanti anniversari, ma una scarsa progettualità..." [leggi l'articolo completo]

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO >>>

giovedì 18 dicembre 2008

bobo rondelli è "l'uomo che aveva picchiato la testa"


trailer de «l'uomo che aveva picchiato la testa»
documentario su bobo rondelli, di paolo virzì
info su motorinoamaranto.it

[articolo scritto per loschermo.it]

Cantava (e canta) brani di Tenco e Ciampi. Con gli «Ottavo Padiglione» ha «picchiato la testa», e anche per questo Paolo Virzì sta realizzando un documentario su di lui. E' imprevedibile, poetico, ironico. Ma anche scontroso e a tratti schivo. Lui è Bobo Rondelli. Ed è un artista. Atipico, per carità... Comunque unico. E stasera, giovedì 18 dicembre 2008, sarà ad «Effetto San Paolino» per un concerto gratuito al Bar Zero (Lucca).


Sigaro o sigaretta in mano. Imponenente e irriverente. Divertente, anche. Ma quasi scontroso. Eccolo qua Bobo Rondelli, il musicista tuttofare. Il cantautore toscanaccio che ha fatto dell'etichetta uno stile unico e, in quanto tale, mai imitato.

Lui che è cresciuto con Luigi Tenco e Piero Ciampi nel cuore, viene da Livorno. A volte, il caso. Eh sì, perché anche Ciampi, nato nel quartiere Pontino, ha le stesse origini . E se non fosse per quel po' di sana volgarità propria della nostra terra e quel carattere un po' così, oggi Bobo sarebbe il cantautore italiano d'eccellenza. Per l'intesità di voce e la poetica contemporanea di certi pezzi, mai uguali, Rondelli è ha tutti gli effetti un grande artista.

Oggi Bobo è da considerare un cantastorie, un affabulatore dell'attualità sociale, politica, antropologica. Canta i difetti dell'uomo, i suoi eccessi. Ma racconta anche i suoi segreti più veri e passionali, quelli difficili da svelare.

Stasera Rondelli è a Lucca e suonerà in concerto - a ingresso gratuito, come spesso gli capita di fare - in via San Paolino, presso il Bar Zero. Avrebbe dovuto tenere il concerto una settimana fa, ma il maltempo non l'ha permesso. E allora «Effetto San Paolino» - che fa il verso all'«Effetto Venezia» ben più caro al nostro Bobo - si terrà stasera, giovedì 18 dicembre, nel centro di Lucca (inizio alle ore 20).

Uno spettacolo da non perdere, dunque. Soprattutto perché non è possibile prevedere cosa ci aspetta. Bobo ride, piange, scherza e schernisce. Canta. Quand'è sul palco, sia alto tre metri o sia rappresentato da un solo sgabello da bar cui appoggiarsi quel tanto che basta per far suonare la chitarra, Rondelli è sempre lo stesso. Imprevedibile.

Appartiene a una sinistra «critica», che per questo colpevolmente lo ignora. Una politica di partito che forse, diciamolo, neanche gli interessa. Bobo si guarda attorno, curioso e folle. Del resto cosa possiamo aspettarci da colui che ha raggiunto il successo (termine azzardato e adatto - ahinoi - solo all'interno dei confini regionali) con gli «Ottavo padiglione» e il singolo «Ho picchiato la testa»? Erano gli anni novanta. E quel brano («ho picchiato la testa / lasciatemi stare / non lo vedete / non son più normale») non a caso era cantato da un gruppo che prendeva il nome di quel padiglione nel quale, all'ospedale di Livorno, si trovava il reparto di psichiatria.

Ebbene, quest'uomo che «aveva picchiato la testa» sarà il soggetto del documentario girato da Paolo Virzì. Un racconto di cui oggi sappiamo poco, giusto qualche anticipazione fruibile anche su YouTube, dov'è pubblicato il trailer che qua riproponiamo.

Quell'uomo, Bobo Rondelli, è un folle sano di mente. E' un cantante capace di straordinarie magie. Da «Figlio del nulla» (album che segna l'inzio della carriera solista nel 2001) a «Disperati, intellettuali, ubriaconi» (album pubblicato due anni dopo con gli straordinari arrangiamenti del pianista Stefano Bollani) ne è passato di tempo. Bobo lo si vede in concerto a volte da solo, a volte accompagnato da un amico musicista, altre volte con una band o, addirittura, dall'«Ottavo Padiglione» al completo.

Lui che ha scirtto anche un libro di poesie, col solito stile ironico e sgarbato («Compagni di sangue»), comunque toccante, divertente ed efficace, chissà stasera cosa ci regalerà. Probabilmente tanto. Ma forse anche niente. Potrà giudicare solo chi ci sarà. Una delle ultime occasioni per assistere a uno spettacolo nostrano di un grande artista che, dopo l'uscita del documentario di Virzì, potrebbe diventare - per sua fortuna - un patrimonio di tutti. A quel punto sarà sempre meno nostro e sempre più divo. Ma speriamo sinceramente che questo non accada...

[articolo scritto per loschermo.it]

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO >>>

mercoledì 17 dicembre 2008

fumetti e diritto d'autore

ivo milazzo a palazzo guinigi (lucca)

dopo l'intervista pubblicata su loschermo.it e il la video-intervista di youtube si torna a parlare di fumetti e diritti d'autore con ivo milazzo.

et voilà, ecco l'articolo uscito stamani su exibart...

in fumo_normativa
I diritti del fumetto
"La legislazione non riconosce gli autori di fumetti. E loro si fanno sentire, lanciando una raccolta firme. Vogliono ottenere la modifica dell'unico testo di legge di riferimento, che risale addirittura al 1941. Ma quanti ostacoli..." [leggi l'articolo completo]

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO >>>

mercoledì 10 dicembre 2008

'adotta un disegno per emergency' al museo marino marini

fra le tante associaizoni italiane ce n'è una che, più di altre, ha sempre avuto il mio sostegno.
un'associazione che ha saputo 'fare comunicazione', che ha avuto i testimonial giusti, che ha fatto scelte coraggiose.

ora, grazie a un'idea di vauro, si torna a parlare di emergency.
perché anche attraverso l'arte si possa 'fare cultura', sensibilizzare l'ignoranza, tirar su quei quattrini necessari a garantire i diritti di chi non pensava di averne più.

ecco di cosa si tratta...


Adotta un disegno per EMERGENCY
Mostra internazionale itinerante di piccoli e grandi artisti

FIRENZE, MUSEO MARINO MARINI
Piazza San Pancrazio
11 dicembre 2008 - 5 gennaio 2009

A cura di Sergio Casoli e Elena Geuna

Accardi – Angelini – Battiato – Bennato – Bollani – Buren – Capossela – Castellani –Consoli – Di Marco – Favaretto – Fontana – Frish Peri – Fryer – Fuksas – Geers – Goldin – Hatoum – Hyber – Jovanotti – Kelley – Kiefer – Mannoia – Magoni&Spinetti – Melotti – Morgan – Pagani – Pierre et Gilles – Radio Dervish – Silvestri – Tayou – Stingel – Testa – Têtes de Bois – Tyson – Vaultier – Vezzoli – Zucchero

Hanno adottato i disegni di
Ali – Alexandra – Asuda – Emanuele – Federico – Hasanatu – Kualid – Mizar – Munia Said – Saidu – Samir – Souk – Shiniar


[comunicato stampa] Si inaugura mercoledì 10 dicembre, alle ore 18, al Museo Marino Marini, la tappa fiorentina del progetto ADOTTA UN DISEGNO che nasce da un’idea di Vauro Senesi che, nel 2006 e 2007, ha raccolto le storie e i disegni di alcuni bambini ricoverati nei centri di Emergency in Afganistan, Cambogia, Iraq, Sierra Leone e Sudan.

Le testimonianze e i disegni sono stati di ispirazione per artisti visuali e musicisti contemporanei che li hanno reinterpretati in base alla loro sensibilità e al loro stile. Le creazioni che ne sono nate, le opere donate ispirandosi al progetto, le storie e i disegni dei bambini e i brani musicali loro dedicati sono diventate una mostra itinerante che, dopo l'inaugurazione di Roma, è stata già ospitata a Genova, Ferrara e Torino per arrivare nel 2009 a New York, dove la mostra si concluderà con un’asta da Phillips de Pury.

Durante la mostra sarà possibile ascoltare i brani musicali del cd CANZONI PER LORO e vedere alcuni estratti dal film-documentario che ne è nato, in cui la voce narrante di Vauro Senesi racconta le storie dei bambini protagonisti.

Le opere in mostra sono di Carla Accardi, Daniel Buren, Enrico Castellani, Lara Favaretto, Lucio Fontana, Shay Frisch Peri, Paul Fryer, Massimiliano Fuksas, Kendell Geers, Nan Goldin, Mona Hatoum, Fabrice Hyber, Mike Kelley, Anselm Kiefer, Fausto Melotti, Pierre et Gilles, Rudolf Stingel, Pascale Marthine Tayou, Keith Tyson, Ben Vautier, Francesco Vezzoli.

Le musiche sono di Jovanotti, Têtes de Bois, Morgan, Stefano Bollani, Roberto Angelini, Mauro Pagani, Carmen Consoli, Petra Magoni & Ferruccio Spinetti, Vinicio Capossela, Fiorella Mannoia, Daniele Silvestri, Radiodervish, Gianmaria Testa, Franco Battiato, Ginevra Di Marco, Eugenio Bennato, Zucchero.

Il catalogo delle opere in mostra e il film-documentario sono stati realizzati da Fandango. Il cd che raccoglie tutti brani musicali, originali o in versioni inedite, è prodotto da Radio Fandango.

ADOTTA UN DISEGNO è a cura di Sergio Casoli ed Elena Geuna per l’arte visiva e di Stefano Senardi per la parte musicale. ADOTTA UN DISEGNO è dedicato a Emergency. L’intero ricavato dell’asta delle opere e della vendita del cd "Canzoni per loro", i diritti d'autore e il 35% del prezzo di copertina del catalogo (prima edizione) saranno destinati alle attività di Emergency a favore delle vittime della guerra e della povertà.

ADOTTA UN DISEGNO a Firenze è stata realizzata con il patrocinio del Comune di Firenze e del Museo Marino Marini, con il prezioso contributo di Starhotels, Ente Cassa di Risparmio di Firenze – Osservatorio per le Arti Contemporanee, in collaborazione con EXTRE – Toscana Contemporanea, Galli Allestimenti, Vannetti Andrea & C. Impianti di illuminazione, Stampainstampa, Bandecchi & Vivaldi, Baldanza, Il Latini.
Si ringraziano Luigi Cupellini, Luisa Nocentini, Gabriella Sorelli, Neri Torrigiani e Sergio Tossi.

L’ingresso alla mostra è gratuito e per tutto il periodo dell’esposizione anche l’ingresso al Museo sarà gratuito. L’orario di apertura è dalle 10 alle 17, esclusi la domenica e il martedì.

Info

Museo Marino Marini
Firenze, Piazza San Pancrazio
info@museomarinomarini.it

EMERGENCY
www.adoptadrawing.com

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO >>>

fumetti da record

Hergé - Tintin en Amérique, 1932
Encre de Chine et gouaches de couleurs
32 x 32 cm - Euro 764.218
Venduto il 29 marzo 2008

ci sono collezionisti e collezionisti.
se da una parte c'è chi conserva come reliquie antichi francobolli o sorpresine dell'ovetto kinder, dall'altra c'è chi acquista quadri di artisti più o meno quotati o tavole originali di autori di fumetti. (certamente non meno belle e, a quanto pare, neanche meno care).

il buon fausto proietti, su exibart, ci fa un bel 'quadro' della situzione analizzando il mercato europeo di tavole originali. tra considerazioni che meritano ulteriori riflessioni e cifre da record.


ecco qua l'abstract.

in fumo_mercato
L'esplosione degli originali
"Nonostante la crisi economica, il mercato delle tavole originali si è espanso in controtendenza e ha fatto registrare clamorose aggiudicazioni, che raggiungono cifre record. Proviamo a fare il punto su ciò che accade in Europa e nelle case d'asta che si occupano di comics strip..." [leggi l'articolo completo]

e, per finire, segnalo quei due o tre link rimasti esclusi dal pezzo:
artcurial
millon-associe
littlenemo

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO >>>

sabato 6 dicembre 2008

gipi, the day after (barbarian invasions)

gipi a 'le invasioni barbariche'
ospite di daria bignardi

"confesso che non ti conoscevo..."

iniziano (quasi) tutti così i messaggi lasciati da utenti, molti dei quali 'anonimi', sul blog di gianni. commenti scritti durante -o dopo- la prima apparizione televisiva dell'ultimo gipi, quello di LMVDM.

beh, se l'è cavata piuttosto bene. visibilmente emozionato, ha raccontato qualcosa di sé. cose che chi lo conosce, da lontano o da vicino, sa già.

daria bignardi gli ha concesso la giusta visibilità piazzando l'intervista nell'ora migliore di quella che una volta era la 'prima serata'. cioè quando i telespattori hanno finito di cenare e 'rassettare'. quando i bambini, se non sono a letto, non hanno più la forza di avanzare richieste. insomma, quando c'è la tranquillità necessaria per mettersi davanti alla tivvù e guardare il programma scelto. ecco qua l'intervista...

mi auguro che questo sia solo il 'primo' ospite sottrato al pubblico elitario e fin troppo ristretto dei lettori di fumetti. spero che dopo gipi ne seguano altri. ugualmente interessanti, trasversali, contaminati e contaminabili.
sicuramente quest'apparizione porterà a un 'ritorno' alla lettura di 'graphic novel' (sì, io continui a definirle così). per capire che la televisione tira, infatti, basta leggere tutti quei commenti del post che annuncia l'ospitata televisiva e che iniziano con la solita frase: "confesso che non ti conoscevo..."

ma non è tutto.

perché gipi chiama gipi. e la tivvù chiama altri video. e così raccolgo la segnalazione di crossingtv.it, emittente alternativo bolognese che pubblica on-line i propri video su www.crossingtv.it. in primo piano, in questi giorni, un'altra intervista a gianni (durata: 4' 33'') che è introdotta da questo testo:

"Il 21 novembre 2008 Al TPO di Bologna, uno dei più importanti autori del fumetto internazionale, Gipi, ha presentato sotto forma di reading, con accompagnamento musicale del chitarrista Luca Giovacchini, il suo ultimo libro 'LMVDM -la mia vita disegnata male' (Ed. Coconino Press). CrossingTV lo ha intervistato e fra le tante cose ha scoperto che da ragazzo suonava in un gruppo punk…" [vai al video]

ne approfitto per pubblicare anche il disegno che gipi ha fatto quest'anno a lucca comics & games sulla mia copia de LMVDM e il video sulla performance musical-teatrale di lucca realizzato da loschermo.it e diffuso sul mio canale di youtube.





LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO >>>

venerdì 5 dicembre 2008

gipi va alle invasioni barbariche, mentre l'amico giulio è nelle 'fotodercazz' del vernacoliere

l'illustrazione di gipi che presenta
così la sua apparizione televisiva

non si conoscono né si sono mai visti.
ma saranno costretti, loro malgrado, a condiviidere questo post. che, di fatto, è scritto con l'unico obiettivo della doppia segnalazione.

primo. gipi stasera sarà ospite di daria bignardi a 'le invasione barbariche' su la7 (inizio trasmissione alle 21.10, credo). ciò che conta, stavolta, è che ospite è un bravo autore di fumetti. un disegnatore e un narratore. due qualità rare che difficilmente trovano spazio nella stessa persona. e il fatto che si parli in tivvù di fumetti è qualcosa di raro e eccezionale...

secondo. l'amico giulio, stamani, mi ha fatto notare il suo bel faccione sul vernacoliere. rubrica: 'le fotodercazz'. e in effetti, questa, è una discreta fotodercazz. eccolo ritratto in una posta piuttosto 'deficiente'. valutate voi.

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO >>>

giovedì 4 dicembre 2008

nella giornata internazionale del volontariato si parla delle 'nuove povertà'


domani è la giornata internazionale del volontariato.
l'ha indetta l'assemblea generale delle nazioni unite, e la sua storia risale addirittura al 1985.

ebbene, in questa giornata saranno in molti a discutere di temi 'sensibili'. argomenti che ci coinvolgono direttamente, a prescindere dal nostro impegno attivo. anche a lucca sarà 'celebrato' questo appuntamento con un convegno nazionale dal titolo "una rete contro le povertà".

l'appuntamento è appunto per domani, venerdì 5 dicembre 2008 (ore 14.30), presso la 'camera di commercio' di lucca, in corte campana.
la diretta è su volontariatoggi.info.

e per sapere di cosa si tratta, ecco il comunicato stampa...

GIORNATA INTERNAZIONALE DEL VOLONTARIATO A LUCCA IL CONVEGNO DEL CNV SULLE NUOVE POVERTÀ

Lucca - Con il convegno «Una rete contro le povertà» il Centro Nazionale del Volontariato, in collaborazione con il Cesvot, celebrerà a Lucca la Giornata Internazionale del Volontariato del 5 dicembre: un appuntamento nazionale che chiamerà a discutere esperti e protagonisti del mondo del volontariato con la lente delle nuove povertà e del contesto sociale in continuo mutamento in cui esso opera. L'appuntamento è venerdì 5 dicembre alle 14.30 presso la Camera di Commercio di Lucca in Corte Campana.
«La povertà oggi – afferma il Cnv – può essere definita sia dal punto di vista economico sia in termini di relazioni interpersonali e sociali, di scarsità di beni e valori comuni, di corruzioni e criminalità organizzate, che sono gli effetti, ma talora anche le cause della povertà economica e delle ingiustizie. È un fenomeno che non può essere circoscritto ad alcune aree geografiche o gruppi sociali: è sempre più un problema ampio e multiforme, con caratteristiche globalmente interconnesse, che a volte ne rendono difficile anche la quantificazione».
«Quali priorità
– si interroga il Cnv - deve darsi un volontariato che voglia 'ripartire dai poveri', dalle ingiustizie sociali e dalla illegalità, essere volontariato di 'frontiera'?».

Nel corso del convegno i relatori e i testimoni invitati si chiederanno qual è il ruolo che può avere oggi il volontariato e come possa intervenire con l'ambizione di non agire solo sugli effetti, ma anche sulle cause delle povertà, ripartendo dalla forza che possono esprimere le reti.

I lavori inizieranno alle 14.30 con i saluti della presidente del Cnv Maria Eletta Martini, dell'assessore regionale alle politiche sociali Gianni Salvadori, dell'assessore al volontariato della Provincia di Lucca Valentina Cesaretti e del presidente della delegazione del Cesvot di Lucca Sergio Mura. Poi la prima delle sessioni, che saranno coordinate da Rossana Caselli e Giulio Sensi del Cnv, dal titolo «Comprendere le nuove povertà».
Introdurrà i lavori Rita Cutini della Comunità Sant'Egidio e verranno messe a confronto alcune pratiche concrete del volontariato: sui musei e l'arte come elementi di coesione sociale parlerà Mauro Del Corso degli Amici Musei Italiani; di Misericordie e la lotta all'usura interverrà Giuliano Belcari della Confederazione delle Misericordie d'Italia; Isabella Massafrà di Emmaus Italia darà la testimonianza sul riciclo dei materiali e lo smaltimento dei rifiutati. Romano Manetti dell'Anpas racconterà l'esperienza del teatro per esser tutti protagonisti; infine di cultura e del libro «La vita addosso» parlerà Leonardo Butelli del Ceis.

Alle 16.45 al via la seconda sessione intitolata «Fare rete, quali proposte». Interverranno Luigi Bulleri e Mauro Giannelli della Consulta Nazionale Volontariato, Piergiorgio Licheri della Convol, Renzo Razzano vicepresidente del Cev (Centro Europeo Volontariato), Francesco Marsico della Caritas Italiana e Vincenzo Russo docente dell'Università Iulm.
Poi il via al dibattito con gli interventi programmati di Claudio Calvaruso della Fondazione Labos e Valerio Bonetti del Cnv. Alle 18.30 le conclusioni affidate al vicepresidente del Cnv Patrizio Petrucci.
Il giorno dopo dalle 9 avrà luogo l'assemblea annuale dei soci del Cnv presso la sede di via Catalani.

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO >>>

mercoledì 3 dicembre 2008

'nexus' di mike baron e steve rude


eccola qua la riediezione di 'nexus' a cura della bottero edizioni.

dei tre volumi realizzati da mike baron e steve rude ('the dude') ne ha parlato l'amico teo benedetti su exibart.

l'articolo? eccolo qua, con tanto di abstract.

in fumo_recensioni
Nexus
"Un solo uomo, guidato da una sete inesauribile di giustizia e da poteri sovrannaturali, veste i panni del giudice e del boia attraverso infiniti universi. La Bottero Edizioni ripropone il mondo di Nexus, l’epica saga sci-fi di Mike Baron e Steve Rude..." [leggi l'articolo completo...]

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO >>>

martedì 2 dicembre 2008

iva su sky



sono ormai trascorsi tredici anni dall'agevolazione che ha livellato l'iva di (e su) sky.

di fatto, l'aumentao di questa tassa (dopo tredici anni, lo ripeto) probabilmente si riverserà sugli abbonati. e che ti combina la televisione satellitare? realizza in fretta uno spot che invita gli utenti a scrivere alla presidenza del consiglio manifestando il proprio dissenso. (anzi, la propria 'opinione' in merito).

un'azione piuttosto aggressiva che nonostante i consensi popolari ottenuti, beh, ha probabilmente qualche pecca...

quale? innanzitutto sky ha aumentato quest'anno il costo dell'abbonamento pur proponendo ai nuovi utenti offerte allettanti. e lasciando quindi 'al palo' i vecchi abbonati.

nonostante non abbia l'abbonamento, so bene cosa offre sky. mio padre è ormai un cliente 'storico'. e negli anni passati ho potuto verificare come i canali trasmessi su satellite siano oggettivamente migliori di quelli fruibili 'liberamente' (si fa per dire) da parte di chi paga il canone (e non).

tutti usufruiscono quindi dei canali in chiaro: rai (a pagamento) o mediaset (gratuiti) o tutte le altre reti private.

oltre quattro milioni di famiglie, quindi, subiranno un aumento del canone. ora, nonostante la crisi economica in corso, sappiamo che la tivvù a pagamento non si può considerare del tutto un 'bene di lusso'. certamente non è un bene primario.

detto questo, in considerazione della qualità dei prodotti offerti da sky, la prima riflessione è sul fatto che la televisione può non essere 'deficiente' né destinata ugualmente a un pubblico altrettanto 'deficiente'. sky va oltre questa valutazione. questo significa che produrre una televisione capace di approfondire, e fare intrattenimento al tempo stesso, è possibile.

ciò non esclude che sky si debba far carico di un aumento dell'iva che murdoc & c. hanno abilmente scansato fino a oggi.

quindi il mio pensiero è: che skype paghi l'iva maggiorata; e che il governo, dopo questa mossa, si preoccupi ANCHE di recuperare l'evasione fiscale.

e infine, al di là di ogni considerazione, evviva youtube...

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO >>>

lunedì 1 dicembre 2008

ho scoperto flickr

ci sono momenti in cui le cose proprio non vanno.
o almeno non vanno come vorresti.

ecco, siamo in uno di quei momenti.
opachi, sospesi, grattugiati.

detto questo, ho scoperto flickr. non che prima d'ora fossi all'oscuro della sua esistenza. solo che dopo la delusione di myspace (account creato e cancellato quasi nello stesso momento perché non si capiva una mazza) e l'avversione per facebook (mai e poi mai proverò ad iscrivermi) mi ero promesso di star buono sospendendo la 'sperimentazione' di piattaforme.

così non è stato. ho creto il mio account, ho caricato le prime foto ed ecco che è scattato l'innamoramento. perché se youtube è il massimo per quel che riguarda il broadcasting video, flickr è cioò che si può definire il suo pari per quel che riguarda le foto.

oddio, le community mi fanno sempre un po' paura. anche quando si tratta della sola condivisone d'immagini. però il serviozio è buono, tant'è che ho attivato quasi immediatamente un account pro. i vantaggi? pochi ma decisivi: statistiche, opzione 'raccolte' (anziché i semplici 'set') e soprattutto un limite infinito di mega in upload. cosa che non sfrutterò mai, ma insomma...

inoltre ho subito verificato un fenomeno preoccupante: ciò che mi spaventa di facebook è che la gente deve necessariamente fare i cazzi tuoi (e ovviamente la cosa è reciproca e quasi vincolante); mentre con flickr, così come con altre piattaforme, si è liberi di mettere in piazza i propri affari o quelli degli altri. io punto per la seconda soluzione, anche se, dopo una prima sommaria carrellata, ho coperto che sono in molti a manifestarsi nel 'privato' alimentando lo spirito voyeristico dei navigatori.

insomma, il mio canale è questo qua. se volete darci un'occhiata, beh, è tutto gratis.
non ci sono - né ci saranno mai - le foto più personali. ma quelle 'professionali' sì. e anche qualche disegno raccolto nel corso del tempo. proprio come quello in apertura del post, firmato da r. kikuo johnson.

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO >>>