domenica 14 giugno 2009

|film| half nelson (ryan fleck, 2006, usa)



brooklyn, new york. ottimo professore di storia, dan dunne è anche un tossicomane. gli alunni lo tengono a galla quanto basta per permettergli di arrivare al baratro successivo fatto di cocaina e crack. nell'insegnare ha idee e metodo, nella vita privata è terribilmente solo e distruttivo. la relazione d'amicizia e complicità con l'allieva tredicenne terrance, che galleggia nella precarietà di una famiglia al 'limite', avvicinerà le loro esistenze permettendo di intravedere uno spiraglio di speranza.

il titolo è ispirato a una mossa di wrestling. una metafora sull'esercizio delle forze e delle contrapposizioni. detto questo, il film supera l'aspettativa del pubblico. qua si raconta con efficacia una storia semplice e, forse, fin troppo comune. figlio schiacciato dall'attivismo di una famiglia di sinistra disillusa e distratta, oggi dedita all'alcol, dan è deluso dalla società, dal sistema, dalla politica. sprofonda nella distruzione personale. ma nonostante questo guarda lontano. half nelson è quindi un film sensibile e toccante, che scava nelle origini del disagio e del malessere con circospezione e onestà. indaga e racconta con apparente distacco un mondo da interpretare. per chi lo giarda con la coscienza libera, fuori dai condizionamenti ideologici, half nelson potrebbe risultare illuminante.

voto: 7,5

2 commenti:

  1. Visto e anch' io attribuisco al film un bel 7,5. Ti tiene sempre sull'orlo del burrone. Noi che osserviamo dall'alto sappiamo quanto è facile scivolare giù verso il precipizio. Sappiamo che l'amico di famiglia può portare Terrance su cattive strade. Facciamo il tifo per il bravo e confuso professore ma il regista Ryan Fleck ci mostra quanto sia dura la vita del tossicomane e non può farcela solo con l'aiuto di una ragazzina. Le contrapposizioni nella società civile americana che insegna in classe sono anche gli scontri e le difficoltà della vita di tutti i giorni del professore Dunne. Un uomo solo non cambia il sistema, ma il sistema cambia un uomo solo.

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  2. bell'analisi, dario.
    film come questi passano quasi inosservati.
    invece sono quelli da vedere.

    poi, di casi come quelli narrati, ce ne sono più di quanto immaginiamo. ed è difficile, difficilissimo uscirne.

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